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XXXVIII. PERSO RITROVATO E PERSO.

Cammino inciampando sulle orme lasciate da alcuno
Profonde e lunghe, lunghe e sprofondo, perso
Forse le mie
Forse io
E intanto inciampo in salita
Rotolo in basso, da basso, ritrovato
E vedo il cielo e assaggio la bruma
Sapore di terra feconda d’autunno
In piedi, passi, ritrovato
Cammino inciampando sulle orme lasciate da ognuno
Congiunte e distinte
orme di chi è già passato
E non ricorda e non sa, ritrovato e perso
E c’era c’era
Era lì era lì
Cammino inciampando su orme spugnose lasciate da un peso pesante
Fuggiasco d’istante.

Grida se vuoi.

Ti invito al viaggio
tra le grinze di un sole
feroce, intimorito da un tramonto di passaggio,
da un socchiudere lento di palpebre stanche.

Ti invito in silenzio
tra lo stupore delle parole al vento caldo
e a sfrecciare dalla direttrice distratta del tempo..

Ti invito alla solitudine colma di mare..

Ti invito al banchetto di ambrosia e fiele..

Ti invito alla rabbia, all’orgoglio,
all’oblio dopo il perdono..

Ti invito al mio piatto
Ti invito adesso.

Ti invito a domandare ascoltando, a chiedere
con l’attenzione che meritiamo..

Ti invito a perdere tempo
Ti invito al dono prezioso
Ti invito a donarmi ancora cio’ che possiedo

Vi invito a doppiare la speranza
Ti invito alla montagna
sicura, dalle altezze a strapiombo,
e ignara

Ti invito a non interrogarmi se non conosci la risposta, e al domandare di nuovo
Ti invito a interrogarmi: potrei rispondere.

Il silenzio saporoso degli occhi lucidi e fulminei ti condurrà.
Dove sei adesso
Dove sono
Dove stanno tutte le domande
E nessuna delle risposte..

Grida se vuoi.
Ma taci un istante per non coprire chi sussurra accanto,
chi si dibatte nella rete perché sa ed e’ saputo.

D

dalla fine

Siccome non so da dove, partiamo dalla fine

e siccome non saprei dirlo, lo scrivo:

siccome temo le tue risposte non faro’ domande
siccome sono contorto, andro’ dritto
siccome al cielo non interessa, anneghero’ sulla soglia del mare. Fissandolo

siccome non reggo i tuoi sguardi, cerchero’ distratto un luogo sicuro
siccome sono patetico, ti invito al silenzio
siccome ti sfuggiro’, ti invito al viaggio

siccome sono finiti i siccome, mi chiudo la porta alle spalle e mi ritiro in buon ordine,
ma se guardi sotto, dove filtra ancora un po’ di luce, troverai una lettera